Bio

Elisabetta Vittoni si avvicina alla danza classica all’età di 6 anni; successivamente esplorerà altre tecniche quali danza contemporanea, danza jazz, tip-tap, danza butoh e contact improvvisation.

Segue corsi di coreografia con Richard Alston del Rambert Dance Company a Londra e Twyla Tharp in Germania, con Trisha Brown e Sara Rudner a New York City.

Fin dagli inizi degli anni ’80 Vittoni si muove verso una visione originale della nuova danza. Una caratteristica del suo vocabolario di movimento – ad un tratto mutevole e poi rigoroso – vede le sue coreografie scalare verso un lavoro che spesso rappresenta usando la tecnologia: proiezioni di film, video, immagini per testimoniare un linguaggio umano intrinseco. Il suo lavoro è riconosciuto per la concettuale temerarietà, non meno che per i suoi richiami al passato ed all’antico, palette di storia e memoria.
Per realizzare una coreografia Elisabetta Vittoni segue un percorso creativo che parte dalla visione del luogo in cui collocare la danza, procedendo con la realizzazione del video, a cui segue la rappresentazione della performance.

Frequenta per quattro anni la School for New Dance Development di Amsterdam. Diplomandosi in Dance Performance nel 1987, specializzandosi nell’improvvisazione, in tecnica di release, in coreografia, nella composizione dell’immagine e del suono.

Vive a New York City, e si avvicina alla nuova danza americana, studiando con maestri quali Simone Forti, Steve Paxton, Lisa Nelson, Susan Klein, Andrew Harwood e musicisti come Pauline Oliveros, Philip Corner, Jon Gibson; collabora come assistente coreografa con il duo Eiko-Koma.

Parallelamente la Vittoni crea un programma innovativo di “danza creativa” per bambini (per le scuole pubbliche dell’Infanzia e Primaria) ispirato alla tecnica di improvvisazione dell’artista Simone Forti, sua insegnante e mentore.