Elisabetta Vittoni
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Dancer, Choreographer, Educator, Filmaker

Percorso artistico

Dal 1984 al 1987 studia ad Amsterdam, dove nasce la sua prima performance, un assolo con proiezione del film in bianco e nero dal titolo “Aige”. Il film, di ispirazione dadaista, vede la collaborazione dello scenografo Stephen Crowford.
Il suo interesse per la storia dell’architettura italiana, nutrito dall’emozione suscitata dalle visite a ville e giardini d’epoca, caratterizzano il suo percorso negli anni successivi.
Fin dalle prime creazioni ogni suo lavoro parte con la visione di un luogo in cui collocare la danza, per arrivare alla realizzazione di un video e successivamente alla performance: così nella coreografia “Gothic”, un trio danzato nella cattedrale gotica Nieuwe Kerk di Amsterdam nel 1986 e in “E.V.”,1986 tre film proiettati contemporaneamente, seguiti da un assolo, che segna la fine del periodo di studio ad Amsterdam e l’inizio di un nuovo percorso negli Stati Uniti.

Dal 1989 al 1991 vive a New York City e si avvicina alla nuova danza americana, presentando i suoi assoli, creati nel 1988 durante un rientro nella città natale: “La Spezia” ispirato alla vita dei pescatori e dei giovani marinai, ed “Elisabitangelo”, ambientato in una villa del ‘700.
Durante il soggiorno a New York City, la Vittoni lavora come Solo Performer e inizia la sua collaborazione con musicisti-compositori quali Philip Corner, Jon Gibson e Gary Hassay.

Philip Corner firma la musica per assolo al pianoforte per la coreografia dal titolo“Villa Eclafot”, un trio ispirato alla villa “La Rotonda” del Palladio, presentato nel 1987 alla Washington Square Church e successivamente al Dance Theater Workshop di New York City.

Negli anni seguenti la Vittoni, presenta suoi lavori nei teatri sperimentali della downtown di New York City quali P.S.122, Danspace Project at St. Mark’s Church, Movement Research, La Mama Experimental Theatre.

Nel 1993 torna nuovamente a La Spezia e fonda la “E.V. Company” un’ensemble di sole donne, con cui partecipa a numerosi festival italiani.

Vittoni, con la E.V. Company, attraversa un periodo tecnicista durante il quale analizza la qualità del movimento e la sua energia, non più ispirato alla storia e all’ambiente, ma che nasce da un’analisi concettuale, quasi matematica, lavorando con schemi precisi che si ispirano alla sua esperienza con la coreografa Sara Rudner e Trisha Brown, sue insegnanti.

Fa uso di musiche dal vivo scritte appositamente per lei della compositrice contemporanea spezzina Gabriella Cecchi e intraprende una stretta collaborazione con il compositore neoromantico Marco Betta, con cui firma tre coreografie: “E in Realtà, C in Sogno, B+B inSieme”, “Arzilli” e ”The Cardsharps”.
L’esperienza con la E.V. Company si conclude nel 1997. Nello stesso periodo la Vittoni conosce Lucilla Baroni, lighting designer fiorentina, con cui instaura una collaborazione molto serrata che inizia con “Grig-Bian-Ner” per la E.V. COMPANY al Teatro Comunale di Pietrasanta e si estenderà a tutti gli spettacoli di E.V. Company. Lucilla Baroni progetta anche gli allestimenti illuminotecnici con il Maggio Danza per le rappresentazioni “E in Realtà, C in Sogno, B+B inSieme” e “The Cardsharps”. La collaborazione continua anche all’estero per l’assolo “Silent Block” rappresentato a Washington D.C.  e  a New York City nel 2000 e per gli assoli “Remove Control” e “In the Garden’s Mind”.

Nel 1994 la Vittoni crea un programma innovativo di “danza creativa” per bambini delle scuole pubbliche dell’Infanzia e Primaria, ispirato alla tecnica di improvvisazione dell’artista Simone Forti, sua insegnante e mentore.

Dal 2000 ad oggi, grazie al contributo della Fondazione Carispe, la Vittoni porta il suo programma di insegnamento nella scuole pubbliche dell’infanzia e nelle Scuole Primarie e Secondarie di I Grado della Provincia dell’estremo levante ligure.

Contemporaneamente Elisabetta Vittoni inizia un nuovo periodo di Solo performer, esplorando l’emozione come componente della quotidianità. Il movimento diventa minimale e impercettibile, mentre l’energia si focalizza sull’inizio e non sull’avvenire di esso.

Nel 2000 crea “Silent Block” e nel 2002 “Remove Control”, due assoli che segnano l’inizio della collaborazione tra la coreografa ed il fotografo Stefano Lanzardo, lo scultore Ettore Cha e i compositori Maurizio Arena e Oliviero Lacagnina.

Nel 2005 viene invitata a tenere due master class di tecnica coreografica presso lo “Scottish Ballet Company” e il Dance Place di Glasgow, Scozia.

Nel 2008 la Vittoni crea un trio danzato che diventerà il suo primo cortometraggio: “In The Garden’s Mind”.
Da questo momento prende vita un percorso creativo, che la porterà alla realizzazione di nuovi cortometraggi.